Seminario a cura di Monica Lanfranco.
In tutto il mondo, le donne sono soggette alla violenza maschile, a prescindere da cultura, religione, classe sociale o colore della pelle.
La violenza contro le donne rappresenta un attacco alle persone e ai loro diritti umani e un ostacolo per lo sviluppo di tutta la società.
Essa non deve essere considerata come una patologia di persone deviate, ma come un elemento che pervade le culture, anche di Paesi considerati molto avanzati come l’Italia.
Negli ultimi anni si è assistito ad un forte cambiamento sociale, cui non ha fatto seguito il cambiamento culturale individuale: nel passato la legge giustificava il potere dell’uomo sulla donna, adesso si assiste invece ad una situazione di fatto per cui le donne possono essere indipendenti, anche economicamente, spesso dotate di autorevolezza e di “potere”, e questo cambiamento radicale delle gerarchie sociali viene vissuto da molti come una minaccia per l’uomo e per la società in senso più esteso.
Occorre quindi agire da subito per favorire una nuova dimensione culturale che sposi nel profondo il concetto di “parità”, che inculchi anche nelle nuove generazioni che “parità” non significa un genere contro un altro per recuperare il “potere” perduto, ma che invece ad esso è legato il principio di corresponsabilità e complementarietà.
Evento in lingua italiana, in collaborazione con l'associazione Gea.
Dalle ore 13.00 alle 14.00 è prevista una pausa pranzo libera
LA PARTECIPAZIONE È GRATUITA. INGRESSO SU ISCRIZIONE FINO AD ESAURIMENTO POSTI.
Per iscriversi contattare centropace [at] caritas.bz.it
È richiesta la partecipazione all’intero seminario, senza interruzioni.
Il seminario si propone tre obiettivi:
1) Avvicinare donne e uomini di diverse età e provenienza alla conoscenza del percorso storico, politico e tematico dei movimenti delle donne in Italia e delle conquiste sociali, politiche, economiche e culturali della popolazione femminile.
2) Approfondire, con l’uso di materiali multimediali, il tema dell'abuso del corpo femminile nella politica, nella cultura, nell’immaginario, nella comunicazione e il suo uso strumentale.
3) Fornire strumenti per l’uso di un linguaggio non sessista e per riconoscere la violenza nella comunicazione mediatica e relazionale.
Il presupposto dal quale parte questa offerta formativa è che senza una buona conoscenza delle radici della libertà e dei conflitti aperti dalle donne non si è in grado di poter trasmettere ad altre, e difendere, quelle stesse libertà che si stanno esercitando, e che i diritti delle donne sono stati e sono diritti universali che hanno aperto nuove strade anche agli uomini per la liberazione dagli stereotipi e dalla violenza anche da parte maschile della società.
Monica Lanfranco
Giornalista femminista, formatrice sui temi della differenza di genere e sul conflitto e portavoce del Coordinamento Nazionale delle Consulte per la laicità delle Istituzioni.
Tra le varie cose, scrive per il Fatto Quotidiano, per la sua rivista www.mareaonline.it, per la radio web www.radiodelledonne.org ed autrice di vari libri.
Ha un luogo di seminari ed incontri che si chiama Altadimora.