Presentazione del libro
Per secoli la "spiritualità" è stata inglobata dalle religioni. Questo storico monopolio religioso dello spirito, o dell'interiorità, è stato talmente invasivo da sottrarre alla "spiritualità" ogni sua autonomia, rendendo quasi impossibile ridefinirla fuori da tale cornice. Ma se si volesse recuperare una valenza laica, critica e attiva della spiritualità, su quali assi potrebbe imperniarsi? L'autore propone e sviluppa quattro parole-chiave: tenerezza, responsabilità, iniziativa e semplicità.
INTERVENGONO:
Fabio Bonafé – autore del libro
Don Paolo Zambaldi – cappellano della parrocchia di Visitazione e assistente spirituale per l’associazione La Strada – der Weg
Alessandra Limetti - attrice
MODERA:
Guido Margheri – Presidente Circolo Anpi Franca "Anita" Turra Hans Egarter
Nel libro è soprattutto la tenerezza ad essere vista come la prima pietra per costruire una spiritualità laica. Una qualità innata, che secondo l’autore non produciamo volontariamente, ma scaturisce da noi. Una qualità che ci permette di costruire e ricostruire i nostri rapporti con gli altri, e di diventare delle persone più responsabili e rispettose della nostra coscienza.
“La tenerezza non è una virtù. Certo è sempre una cosa buona e migliore dell’ottusità, che partorisce la durezza instancabilmente insieme a diverse altre forme disgreganti. Come la paura, la rabbia, l’infelicità, e molte altre ancora. Anche se possiamo coltivare la tenerezza, e creare le condizioni per favorirla ed espanderne la presenza, in realtà noi non produciamo volontariamente la tenerezza, ne siamo affetti. Scaturisce in noi.”