Conferenza pubblica
In occasione del Giorno del Ricordo (10 febbraio),
un incontro di approfondimento per comprendere la storia del lungo Novecento istriano. Una storia nella quale le foibe e l’esodo della popolazione italiana rappresentano soltanto un aspetto. Certamente drammatico, doloroso e tragico. Ma non l’unico, in quella che appare come una tormentata pagina del Novecento italiano.
Intervengono
Enrico Miletto – docente e ricercatore
Andrea Di Michele - docente e ricercatore
Le foibe e l'esodo istriano, temi spinosi quanto complessi, sono ancora poco noti. Collocare gli eventi nel contesto in cui si snodano è un'operazione essenziale per analizzare ogni processo storico. Lo è ancora di più per comprendere quanto avvenuto al confine orientale d'Italia, territorio segnato da tensioni e conflitti, dove si intrecciano irredentismi e nazionalismi, fascismo di confine, occupazione tedesca e comunismo jugoslavo.
Uscire dalle contrapposizioni strumentali, riportare queste tematiche lungo i corretti binari storiografici e sgomberare il campo da interpretazioni fittizie è l'obiettivo di questo incontro, che intende dare al pubblico gli elementi necessari a comprendere la storia del lungo Novecento istriano.
Una storia nella quale le foibe e l'esodo della popolazione italiana rappresentano soltanto un aspetto. Certamente drammatico, doloroso e tragico. Ma non l'unico, in quella che appare come una tormentata pagina del Novecento italiano.
Enrico Miletto è ricercatore di Storia contemporanea presso il Dipartimento di Lingue e Letterature Straniere e Culture Moderne dell’Università di Torino, dove svolge anche attività didattica. Tra le sue pubblicazioni sul tema del confine orientale d’Italia: “Gli Italiani di Tito. La Zona B del Territorio Libero di Trieste e l’emigrazione comunista in Jugoslavia (1947-1954)” (Rubbettino, 2019); “Novecento di confine. L’Istria, le foibe, l’esodo” (FrancoAngeli, 2020). Ha curato con S. Tallia: “Vite sospese. Profughi, rifugiati e richiedenti asilo dal Novecento a oggi” (FrancoAngeli, 2021).
Andrea Di Michele è professore di Storia contemporanea presso la Facoltà di Scienze della Formazione della Libera Università di Bolzano. Si occupa di storia del Novecento, con un focus particolare sulle regioni di confine, sul fascismo italiano e sulla storia dell’Italia repubblicana. Autore di diverse pubblicazioni, tra cui il più recente: “Rethinking Fascism. The Italian and German Dictatorships", Berlin/Boston, de Gruyter, 2022 (con Filippo Focardi) dove ha pubblicato un saggio dedicato alle vicende dei monumenti fascisti a Bolzano fino ai recenti interventi di storicizzazione al monumento alla vittoria e al fregio di Hans Piffrader.