incontro pubblico
In occasione degli 80 anni dai bombardamenti di Hiroshima e Nagasaki, è un grande onore avere dal Giappone a Bolzano Masashi Ieshima, Membro del Consiglio Direttivo di Hidankyo, associazione giapponese Premio Nobel per la Pace 2024, che riunisce i sopravvissuti alle esplosioni atomiche di Hiroshima e Nagasaki e si impegna nella battaglia per l’eliminazione delle armi nucleari.
Interviene
Masashi Ieshima – sopravvissuto al bombardamento di Hiroshima, Membro del Consiglio Direttivo di Nihon Hidankyō
Introduce e modera
Floriana Gavazzi - giornalista
Traduzione dal giapponese all’italiano a cura di Riccardo Masini
Iniziativa in collaborazione e con il sostegno di
Fondazione Cassa di Risparmio - Stiftung Sparkasse e
Azienda di Soggiorno e Turismo di Bolzano
Masashi Ieshima all’epoca del bombardamento di Hiroshima aveva solo tre anni; tuttavia, i fatti di quel giorno e le conseguenze umane e ambientali che ne seguirono hanno segnato profondamente la sua vita e il suo impegno civile.
Le esposizioni alle radiazioni gli hanno provocato problemi fisici, tra cui un cancro alla tiroide e altre conseguenze gravi sulla sua salute.
La sua testimonianza riflette le difficoltà vissute dai sopravvissuti, mostrando come gli effetti delle bombe non siano stati solo immediati, ma continuino a influenzare la vita, la salute e il benessere delle generazioni successive.
Sul piano internazionale, il Trattato per la messa al bando delle armi nucleari ha segnato un passo storico verso l’abolizione definitiva degli arsenali atomici, ma la sua piena applicazione resta ancora limitata. Molti Paesi dotati di armi nucleari non hanno aderito e la proliferazione resta una minaccia reale.
In questo contesto, il rischio di un nuovo utilizzo delle bombe nucleari non può essere ignorato. Le tensioni geopolitiche e la presenza di arsenali ancora attivi mantengono viva la possibilità di conflitti nucleari, con conseguenze catastrofiche per la popolazione e per l’ambiente globale.
La testimonianza e l’impegno di Nihon Hidankyo diventano così strumenti essenziali per sensibilizzare le nuove generazioni e rafforzare la responsabilità dei leader mondiali, affinché simili atrocità non si ripetano mai più.
Masashi Ieshima – Nato nel 1942, aveva appena 3 anni quando gli Stati Uniti sganciarono la bomba atomica su Hiroshima il 6 agosto 1945, mentre si trovava nella sua abitazione a circa 2,5 km dall’epicentro. Nel tempo, sia lui che suo padre svilupparono gravi malattie: il padre morì di carcinoma mascellare, e Ieshima stesso fu diagnosticato con cancro alla tiroide, in entrambi i casi considerati legati all’esposizione alle radiazioni. Ad oggi è rappresentante di Nihon Hidankyo, si impegna a testimoniare, anche nelle conferenze internazionali, incluso il meeting del Trattato sulla Proibizione delle Armi Nucleari (TPNW) svoltosi a Vienna nel 2022. Attraverso interviste e apparizioni pubbliche, diffonde il messaggio che le armi nucleari causano danni a lungo termine, fisici e psicologici, che possono manifestarsi anche decenni dopo l’inizio dell’esposizione.
Floriana Gavazzi - Laureata in filosofia, ex insegnante, dal 1996 lavora come giornalista presso la sede regionale della Rai di Bolzano. Si occupa prevalentemente di tematiche culturali e sociali.