ore 18:00
in diretta Facebook

 

Il Centro per la Pace del Comune di Bolzano, sotto la gestione della Caritas Diocesi Bolzano-Bressanone, e il Circolo Culturale ANPI Franca "Anita" Turra Hans Egarter

 

in occasione del 78° anniversario della morte di Sophie e Hans Scholl, decapitati insieme a Christoph Probst, il 22 febbraio del 1943 a Monaco di Baviera per la loro coraggiosa resistenza al regime nazista nel gruppo cristiano della Rosa Bianca, promuovono con il sostegno degli Assessorati alla Cultura della Provincia e del Comune di Bolzano, un dialogo con Paolo Ghezzi, giornalista, autore del libro "La Rosa Bianca. La resistenza al nazismo in nome della libertà".

A dialogare con l’autore sarà Don Paolo Zambaldi, cappellano nelle parrocchie di Visitazione, Regina Pacis, Tre Santi e Sacra Famiglia e Assistente Spirituale dell'Associazione "La Strada".

L'evento sarà trasmesso in diretta Facebook sulle pagine di ANPI e de Centro per la Pace: 

https://www.facebook.com/anpibolzano

https://www.facebook.com/peacebz

 

Interviene

Paolo Ghezzi – giornalista, autore del libro "La Rosa Bianca. La resistenza al nazismo in nome della libertà"

Modera

Don Paolo Zambaldi

 

Evento in lingua italiana

 

Nella Resistenza tedesca, spicca la presa di coscienza culturale e morale di quel gruppo di giovani bavaresi della "Weisse Rose", la Rosa Bianca, che nel '42-'43, a Monaco, oppongono una straordinaria resistenza non violenta al nazismo. Quindici membri della Rosa Bianca saranno condannati a morte, altri trentotto incarcerati.

Guidano il gruppo due fratelli, Hans (24 anni) e Sophie Scholl (21 anni): sorpresi a gettare volantini antinazisti all'università di Monaco, furono arrestati il 18 febbraio del '43.

Quattro giorni dopo, il 22 febbraio, furono condannati a morte per decapitazione e ghigliottinati appena tre ore dopo la sentenza.

I ragazzi della Rosa Bianca condividevano un nucleo di valori legati a un cristianesimo radicale. All'università avevano cominciato a diffondere un piccolo foglio clandestino, "Windlicht" (la Lanterna) con saggi letterari e storici, in opposizione alla cultura del regime. Passano poi ai volantini, ciclostilati in poche centinaia di copie, che spediscono in buste bianche affrancate a indirizzi presi dall'elenco del telefono. Di fronte alla violenza dello stato la Rosa Bianca invoca il ripristino della legalità, con un appello non violento alla coscienza del popolo: «Ognuno vuol liberarsi di questa complicità, - dice un volantino - ciascuno cerca di farlo ma poi ricade nel sonno con la più grande tranquillità di coscienza. Ma non può scagionarsi: ciascuno è colpevole, colpevole, colpevole!». Intendevano riscoprire il valore della libertà partendo dal basso: «Ogni individuo è stato chiuso in una prigione spirituale mediante una violenza lenta, ingannatrice e sistematica e soltanto quando si è trovato ridotto in catene, si è accorto della propria sventura».

La loro eredità verrà raccontata dallo scrittore Paolo Ghezzi, l'autore italiano che più ha scritto sulla Weisse Rose. La storia del gruppo l'ha raccontata in "La Rosa bianca. Un gruppo di resistenza al nazismo in nome della libertà"; alla figura indimenticabile di Sophie Scholl ha dedicato la monografia "Sophie Scholl e la Rosa bianca".