“L’Europa si è ormai abituata ad immagini di barche cariche di esseri umani che affondano e di persone che affogano. Noi no, per questo continuiamo a salvare vite.” (Sea Watch)
La rotta del Mediterraneo centrale continua ad essere la via di fuga per le persone che scappano da guerre, persecuzioni e carestie.
L’inasprimento delle politiche italiane in tema di migrazione non hanno fatto altro che peggiorare la situazione in un mare che Amnesty International non esita a definire come “una vera e propria ecatombe”.
Intervengono
Alberto Mallardo - advocacy officer di Sea Watch
Ibrahima Lo – autore del libro “Pane e acqua. Dal Senegal all'Italia passando per la Libia”
Modera
Stefano Bleggi - coordinatore del Progetto Melting Pot Europa
L'evento rientra nelle settimane di sensibilizzazione contro il razzismo “Stop racism!” promosse dall’Oew - Organizzazione per Un mondo solidale
Partendo dalla testimonianza di Ibrahima Lo, arrivato dal Senegal, sopravvivendo ai lager libici, dopo che il gommone con tante, troppe persone a bordo su cui viaggiava è naufragato, assieme ad Alberto Mallardo di Sea Watch, parleremo dell’emergenza in mare, delle campagne denigratorie a cui sono sottoposte le ong, delle battaglie affinchè i governi intensifichino le operazioni di salvataggio e istituiscano corridoi umanitari legali e politiche estere volte alla rimozione delle cause all’origine dei massicci processi migratori di questi anni.
Parleremo anche di come le nuove politiche di accoglienza UE nei confronti dei profughi ucraini si scontrino con le politiche di respingimento adottate finora in altri luoghi di confine creando una categorizzazione e discriminazione delle persone che cercano di raggiungere l’Europa.