ore 9.00 - 12.30
Sala "Guido Fronza" - via Dalmazia 30, Bolzano

Corso di formazione

 

Descrizione e programma

Essere “pari” non significa essere “uguali”, ma poter godere dell’opportunità di essere diversi. La pari dignità non viene stabilita sulla base di un’omogeneizzazione delle persone, ma sull’identificazione delle differenze – come valore. Gli esseri umani devono essere liberi di sviluppare le proprie capacità personali e di fare le proprie scelte senza sottostare a limiti definiti tra ruoli; i diversi caratteri, i diversi comportamenti, le diverse aspirazioni e i diversi bisogni devono essere apprezzati e incoraggiati in modo equo. La parità formale (de jure) è solo un primo passo verso la parità materiale (de facto).

In Italia abbiamo conquistato la prima, ma la seconda per troppe è ancora un miraggio.

 

Il percorso formativo è destinato a insegnanti, educatrici ed educatori, professionisti/e del sanitario, operatori e operatrici e a tutti/e coloro che lavorano con giovani, donne o persone vulnerabili, e a chi vuole aumentare la propria consapevolezza sulle tematiche di genere. 

 

Iniziativa in collaborazione con il consultorio AIED di Bolzano

e con il supporto della Regione Autonoma Trentino-Alto Adige/Südtirol.

 

Temi affrontati durante il corso

  • Lo scarto tra l’Italia de jure e l’Italia de facto. Le esortazioni dell’Europa.
  • Un ritardo culturale e non più politico/giuridico.
  • Le origini antiche del patriarcato, il difficile percorso teso a raggiungere un ordine paritario, gli ostacoli che ancora incontra.
  • Specchi della realtà o canali di una realtà di comodo? Il corpo delle donne in tv.
  • Come i media rappresentano la violenza maschile, troppo spesso finendo per giustificarla.
  • Da quando le donne possono accedere a tutti i gradi di istruzione e con quali argomenti ne sono state storicamente escluse?

 

Formatrice

Graziella Priulla  

Sociologa della comunicazione e della cultura, già docente di “Sociologia dei processi culturali e comunicativi” all’Università di Catania. Svolge attività di formatrice sui temi della differenza di genere. I suoi studi riguardano i mezzi di informazione, la sociologia dei consumi culturali, la comunicazione giornalistica sulla mafia, i linguaggi comunicativi della pubblicità e della politica, i modi di rappresentazione e costruzione della realtà attraverso il mezzo televisivo, i temi della comunicazione pubblica in Italia, gli stereotipi di genere e il sessismo.

 

Saranno riconosciuti i crediti ECM per i professionisti e le professioniste del sanitario (5,6 punti ECM).

Partecipazione gratuita, posti limitati.

Per iscriversi mandare una mail a centropace [at] caritas.bz.it