Corso di formazione
Descrizione e programma
Essere “pari” non significa essere “uguali”, ma poter godere dell’opportunità di essere diversi. La pari dignità non viene stabilita sulla base di un’omogeneizzazione delle persone, ma sull’identificazione delle differenze – come valore. Gli esseri umani devono essere liberi di sviluppare le proprie capacità personali e di fare le proprie scelte senza sottostare a limiti definiti tra ruoli; i diversi caratteri, i diversi comportamenti, le diverse aspirazioni e i diversi bisogni devono essere apprezzati e incoraggiati in modo equo. La parità formale (de jure) è solo un primo passo verso la parità materiale (de facto).
In Italia abbiamo conquistato la prima, ma la seconda per troppe è ancora un miraggio.
Il percorso formativo è destinato a insegnanti, educatrici ed educatori, professionisti/e del sanitario, operatori e operatrici e a tutti/e coloro che lavorano con giovani, donne o persone vulnerabili, e a chi vuole aumentare la propria consapevolezza sulle tematiche di genere.
Iniziativa in collaborazione con il consultorio AIED di Bolzano
e con il supporto della Regione Autonoma Trentino-Alto Adige/Südtirol.
Temi affrontati durante il corso
- Lo scarto tra l’Italia de jure e l’Italia de facto. Le esortazioni dell’Europa.
- Un ritardo culturale e non più politico/giuridico.
- Le origini antiche del patriarcato, il difficile percorso teso a raggiungere un ordine paritario, gli ostacoli che ancora incontra.
- Specchi della realtà o canali di una realtà di comodo? Il corpo delle donne in tv.
- Come i media rappresentano la violenza maschile, troppo spesso finendo per giustificarla.
- Da quando le donne possono accedere a tutti i gradi di istruzione e con quali argomenti ne sono state storicamente escluse?
Formatrice
Graziella Priulla
Sociologa della comunicazione e della cultura, già docente di “Sociologia dei processi culturali e comunicativi” all’Università di Catania. Svolge attività di formatrice sui temi della differenza di genere. I suoi studi riguardano i mezzi di informazione, la sociologia dei consumi culturali, la comunicazione giornalistica sulla mafia, i linguaggi comunicativi della pubblicità e della politica, i modi di rappresentazione e costruzione della realtà attraverso il mezzo televisivo, i temi della comunicazione pubblica in Italia, gli stereotipi di genere e il sessismo.
Saranno riconosciuti i crediti ECM per i professionisti e le professioniste del sanitario (5,6 punti ECM).
Partecipazione gratuita, posti limitati.
Per iscriversi mandare una mail a centropace [at] caritas.bz.it