ore 18:00
Biblioteca Culture del Mondo - Via del Macello 50, Bolzano

 

Colonialismo – il passato ancora presente

Un ciclo di incontri sul tema del colonialismo e sui libri che raccontano con diversi sguardi il percorso coloniale dei vari paesi europei in Africa, con focus sull’Italia, fino all’evoluzione di un movimento di letteratura contro l’atteggiamento di sfruttamento da parte delle potenze coloniali. La letteratura africana, nel periodo tardo coloniale, ha iniziato a caratterizzarsi con un chiaro impegno politico finalizzato alla critica del colonialismo e del suo impatto sulla cultura delle popolazioni locali. Con il raggiungimento dell’indipendenza a partire dagli anni cinquanta e sessanta, la letteratura in numerosi paesi africani, ha conosciuto un periodo di sviluppo significativo. Queste le tematiche che verranno affrontate nei tre incontri tenuti da Soumaila Diawara, Adel Jabbar e Marie Moïse.

 

Primo appuntamento

Soumaila Diawara nasce a Bamako nel 1988, dove consegue la laurea in Scienze Giuridiche con una specializzazione in Diritto Privato Internazionale.

La sua esperienza politica inizia durante il periodo universitario con l’attivismo nei movimenti studenteschi a fianco della società civile. Al termine degli studi si dedica definitivamente alla politica entrando nel partito “Solidarité Africaine pour Démocratie et l’Indépendance” (SADI) di cui è stato responsabile del movimento giovanile. Il suo lavoro politico lo porta a viaggiare in vari stati africani, in America Latina, Europa e in Canada nella continua lotta per la liberazione del suo paese dall’imperialismo occidentale.

Nel 2012 è costretto ad abbandonare il Mali in quanto accusato ingiustamente, insieme ad altri, di una aggressione ai danni del Presidente dell’Assemblea Legislativa. A seguito di tali accuse molti suoi compagni sono stati uccisi, altri hanno lasciato il paese, mentre lui si è trovato costretto a seguire le rotte dell’attuale fenomeno migratorio partendo dalla Libia su un gommone.

Grazie al salvataggio di una nave della Marina Militare giunge in Italia nel 2014 dove ottiene la protezione internazionale ed è tuttora rifugiato.