partigiana del CNL e presidente della sezione ANPI di Bolzano
(Villalvernia, Alessandria, 18.09.1921 – Trento, 27.02.2009)
Si era spostata con la famiglia a Bolzano quando il padre, ferroviere antifascista, venne trasferito da Genova alle Ferrovie del capoluogo altoatesino.
Nel 1940 si diplomò alle Magistrali e si iscrisse poi alla Facoltà di Magistero dell'Università di Torino, ma dovette interrompere gli studi per lo scoppio del secondo conflitto mondiale. Negli anni tra il 1943 e il 1945 entrò nella Resistenza, come staffetta partigiana delle formazioni che operavano in Val di Fiemme.
Il Comitato di Liberazione Nazionale (CLN) di Cavalese le affidò i collegamenti tra le cellule dell'intera valle con Bolzano e soprattutto con Trento.
Arrestata una prima volta a Cavalese nel novembre 1944, finì di nuovo nelle mani dei nazifascisti nel febbraio del 1945. Nel Lager di Bolzano, ebbe l'incarico di scopina del "blocco celle" e lei seppe approfittarne riuscendo a trasmettere (sotto il naso dei feroci guardiani Misha e Otto), ad Ada Buffulini, a Laura Conti e agli altri membri del Comitato clandestino interno, i messaggi della Resistenza. Nel dopoguerra, sposata con Andrea Mascagni, ha insegnato nelle scuole medie ed elementari della provincia di Bolzano ed è stata per molti anni, malgrado le precarie condizioni di salute conseguenza della deportazione, animatrice dell'attività dell'ANED e presidente della Sezione ANPI della provincia di Bolzano.